..se rinasco voglio essere un mestolo!

..ho sempre pensato che la nostra vita vada fatta bollire a fuoco lento per tante, tante, tante ore per poter estrarre tutta la sostanza che vi è dentro..che di ogni persona e situazione occorre assaggiarne il sapore prima di poter dire "non mi piace"...che la cucina è cio che sei stato, che sei e che sarai, la cucina è arte, è parte, è tarte, è marte a volte...la cucina è pazzia, la cucina è in me, quando mangio, quando leggo, quando viaggio, quando sogno...se rinasco voglio essere un mestolo!















venerdì 26 novembre 2010

PAVESE...UNA ZUPPA..DA POESIA!!





Tu non sai le colline


dove si è sparso il sangue.


Tutti quanti fuggimmo


tutti quanti gettammo


l'arma e il nome. Una donna


ci guardava fuggire.

Uno solo di noi

si fermò a pugno chiuso,

vide il cielo vuoto,

chinò il capo e morì

sotto il muro, tacendo.

Ora è un cencio di sangue

e il suo nome. Una donna

ci aspetta alle colline.



9 novembre 1945


Cesare Pavese


in memore del grande poeta italiano...
un piatto semplice preparato con pochi ingredienti, anche se in tempo di guerra sarebbe stata una vera e propria chicca...

ZUPPA PAVESE

INGREDIENTI
4 fette di pane raffermo
200 gr sedano
200 gr carota
200 gr cipolla
200 gr finocchio
80 gr parmigiano
4 uova
olio extravergine
sale, pepe

PROCEDIMENTO
Tagliate a dadini le verdure, rosolatele velocemente nell'olio, salatele, pepatele e bagnatele con circa 2 litri d'acqua. 
Portate a bollore e lasciate cuocere per circa 30°C. Tostate il pane, suddividetelo nel fondo di ciascun piatto, sgusciatevi sopra l'uovo, che deve essere freschissimo, e cospargete ogni porzione con il formaggio grattugiato. Filtrate il brodo ormai pronto, riportatene a bollore un litro e versatelo nei piatti; il calore darà consistenza all'albume lasciando il tuorlo fluido.


Secondo la tradizione, la ricetta ebbe origine da un episodio che vide protagonista Francesco I di Francia il quale, durante la battaglia di Pavia, fu fatto prigioniero e subito dopo condotto presso una cascina vicina per rifocillarsi (Cascina Repentita).
La leggenda narra che la contadina, presa alla sprovvista, non trovò di meglio che servire all’illustre ospite una zuppa composta da ciò che aveva al momento disponibile, inventando quindi la famosa zuppa.
Francesco I di Francia, tornato in patria dopo un anno di prigionia, introdusse a corte questa zuppa che ebbe un tale successo da divenire ben presto una celebre pietanza destinata a fama secolare.

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